
ATTIVITÀ PRINCIPALE
La Fondazione Stefano Toffoli si occupa di fornire assistenza alle persone che si trovano in stato di bisogno.
Gli interventi sono personalizzati, condivisi e programmati anche con i servizi di assistenza territoriale. Di volta in volta vengono valutati i singoli casi alla luce delle esigenze emerse, in modo da sostenere nel miglior modo possibile le criticità sociali del territorio. Le richieste per i contributi seguono un iter specifico.
Si precisa che, relativamente alle attività erogative, come da statuto e da regolamento interno, è esclusa la diretta corresponsione di somme di denaro.
La Fondazione agisce secondo il proprio giudizio insindacabile, all’unanimità dei componenti del Consiglio di Amministrazione.
In via principale, la Fondazione eroga prestazioni e servizi con lo scopo di soddisfare i bisogni vitali primari (alimentazione, abbigliamento, alloggio, salute, istruzione…) dei beneficiari, realizzando percorsi personalizzati condivisi con questi, eventualmente anche programmati con i servizi di assistenza territoriale a ciò preposti, attraverso:
- assistenza continuativa, per situazioni di perdurante disagio economico-sociale;
- assistenza occasionale, al verificarsi di casi eccezionali, ossia di situazioni economiche sfavorevoli impreviste (quali, ad esempio, la perdita del lavoro) che compromettono gravemente l’equilibrio socio-economico del nucleo o della singola persona e che con un intervento straordinario possono essere risolte.
Come previsto dall’art. 4, paragrafo I dello Statuto, i benefici vengono erogati esclusivamente sotto forma di:
- Donazione di beni mobili di prima necessità (viveri medicinali, medicamenti non forniti gratuitamente dal SSN, vestiario, arredi e corredi, materiali per l’igiene della persona e della sua abitazione, presidi ortopedici, incluse carrozzine, letti, tavoli, sedie e materassi speciali, presidi fisioterapici, presidi oftalmologici, presidi fono auditivi)
- Pagamento totale o parziale di utenze, canoni di locazione o di rate di mutuo
- Pagamento di cure e presidi medici, odontoiatrici e di cure fisioterapiche, quando non somministrati gratuitamente dal SSN
- Pagamento di interventi chirurgici, ricoveri, cure e visite mediche da svolgersi all’estero e solo in caso di comprovata impossibilità di ottenere analoghi trattamenti a titolo gratuito in Italia da parte del SSN
- Donazione o concessione in comodato di automezzi, cicli, motocicli e ciclomotori
- Acquisto di libri scolastici, materiale scolastico o didattico e pagamento di rette per corsi di studio o professionali
- Pagamento di biglietti aerei, ferroviari, o di trasporto stradale marittimo
- Concessione in comodato di immobili acquistati o locati dalla Fondazione o comunque nella disponibilità di quest’ultima
- Pagamento di rette di degenza in case di cura o di riposo, ove non pagate da enti pubblici o da SSN
- Pagamento di rette per la permanenza in strutture di accoglienza a tempo pieno o parziale (ad esempio case famiglia e case alloggio gestite da soggetti pubblici)
- Pagamento di emolumenti a personale assistenziale
- Pagamento di lavori di ordinaria o straordinaria amministrazione, nonché di adattamento alle esigenze dei beneficiari di mobili o immobili e/o fornitura dei materiali necessari
- Utilità diverse ed ulteriori da quelle indicate sopra, con la sola esclusione della diretta corresponsione di somme di denaro, titoli o valori mobiliari in genere.
Possono accedere alle prestazioni erogative tutte le persone fisiche:
- Con invalidità certificata (con preferenza per coloro che hanno invalidità di grado superiore al 75%), oppure
- Di età superiore a 70 anni, in quiescenza lavorativa,
Che si trovino:
-
- In stato di bisogno economico, oppure
- In condizioni di disagio materiale, tale da necessitare delle prestazioni erogate dalla Fondazione.
Residenti nel Comune di Valeggio sul Mincio da almeno:
-
- 15 anni
- 5 anni, per i nuclei familiari, anche monogenitoriali, in presenza di una situazione di invalidità certificata e dove vi siano conviventi di età inferiore ai 18 anni.
È facoltà del Consiglio di Amministrazione considerare ai fini delle prestazioni, situazioni di nuclei familiari con un solo componente, in stato di bisogno economico.
Lo stato di bisogno, come definito dallo Statuto (art. 3, paragrafo II), si riconosce quando il nucleo familiare ha un reddito annuo inferiore a 14.500 euro al momento della domanda.
Questo può essere dimostrato tramite l’ISEE o altra normativa equivalente; se non disponibile, la situazione economica viene valutata sulla base della documentazione ritenuta idonea dal Consiglio di Amministrazione (ad esempio buste paga, contratti di lavoro, ecc.) e da un’autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000, con le relative responsabilità in caso di dichiarazioni false.
Per le persone con disabilità o con più di 70 anni, Fondazione Stefano Toffoli può riconoscere una condizione di disagio materiale anche in assenza di uno stato di bisogno economico vero e proprio, valutando caso per caso elementi come:
- la presenza di un tutore, curatore o amministratore di sostegno, o l’affidamento ai Servizi Sociali per decisione del giudice
- situazioni di fragilità familiare o isolamento sociale, con difficoltà economiche evidenti e problemi relazionali o di salute
- condizioni di multiproblematicità, cioè la presenza di disturbi fisici, psicologici o sociali che rendono difficile il benessere individuale e familiare, come l’inabilità totale o parziale al lavoro, stati di marginalità sociale o conseguenze di eventi traumatici.
Infine, il Consiglio di Amministrazione, con delibera unanime e motivata, può valutare interventi anche per casi particolari non espressamente previsti, quando lo ritenga opportuno.
In alcune situazioni, Fondazione Stefano Toffoli valuta con maggiore attenzione la documentazione presentata e può richiedere ulteriori chiarimenti.
Se il richiedente ha un ISEE pari a zero o non disponibile, deve indicare nella domanda tutti gli importi percepiti, di qualsiasi natura, allegando prove che ne confermino la veridicità.
Se la situazione economica è cambiata rispetto a quella riportata nell’ISEE, occorre presentare l’ISEE corrente oppure spiegare in modo chiaro le ragioni della variazione, dichiarando i nuovi redditi percepiti e allegando la documentazione necessaria.
Le persone in età lavorativa ma non occupate, se non hanno certificazioni che attestino l’impossibilità di lavorare, devono specificare i motivi della disoccupazione e fornire eventuali elementi utili a giustificarla.
In tutti questi casi, il Consiglio di Amministrazione esamina le domande singolarmente, può richiedere integrazioni o verifiche aggiuntive e decide in via definitiva.
Per situazioni urgenti o eccezionali, la Fondazione può inoltre concedere interventi di sostegno straordinari e provvisori.
La prestazione può essere negata o revocata se si verifica anche solo una delle seguenti situazioni:
- il reddito annuo supera i limiti previsti dallo Statuto e dal Regolamento
- il richiedente o i suoi familiari possiedono beni immobili (esclusa la casa di abitazione)
- sono presenti beni mobili di valore, come auto di cilindrata superiore a 1600 cc, moto oltre 500 cc, camper o imbarcazioni, immatricolati negli ultimi tre anni
- c’è una evidente discrepanza tra quanto dichiarato e lo stile di vita effettivo del richiedente;
- non viene consegnata la documentazione richiesta per i controlli
- non viene rispettato un eventuale progetto assistenziale o gli impegni presi con la Fondazione (ad esempio la ricerca di lavoro o la cura di familiari)
Inoltre, la prestazione può essere revocata anche se non vengono comunicati in tempo i cambiamenti nella situazione economica o familiare, oppure se si forniscono dati falsi o documenti incompleti. In questi casi, oltre a perdere il diritto di presentare nuove domande per i cinque anni successivi, la Fondazione può chiedere la restituzione delle somme già erogate, con gli interessi e la rivalutazione, su decisione del Consiglio di Amministrazione.

